Cantalice

Territorio

Cantalice è un comune italiano di 2.726 abitanti in provincia di Rieti, nel Lazio. Fino al 1927 faceva parte della provincia dell'Aquila, in Abruzzo e, dal 1233 al 1861, per più di 600 anni, è stato parte integrante del giustizierato d'Abruzzo e della provincia Abruzzo Ultra II, nel distretto di Cittaducale, con capoluogo L'Aquila.

Si affaccia sulla piana di Rieti dominandola dall'alto con una vista sui tre laghi che ricadono nel suo territorio. Questi laghi, insieme al lago di Piediluco rappresentano ciò che oggi rimane dell'antico lago Velino, che nel periodo pliocenico ricopriva tutta la valle da Rieti a Piediluco alimentato da numerose sorgenti sotterranee e dai ghiacci del massiccio del Terminillo.

Nel periodo romano, attorno all'anno 272 a.C. fu scavato un canale di drenaggio (noto come "cavo curiano") che permise lo svuotamento del lago Velino con la bonifica dell'intero territorio alluvionale originando in tale tratto il corso del fiume Velino che prima alimentava il lago e le cascate delle Marmore.

Nel territorio di Cantalice si trova la Riserva parziale naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile dove un percorso naturalistico intorno ai laghi connette alcune cascine su palafitte per l'avvistamento e la fotografia della fauna lacustre presente sulle rive dei laghi. Il paesaggio della riserva naturale è caratterizzato da numerosi corsi d'acqua incluso il fiume Velino con le sue acque trasparenti ricche di trote fario facilmente visibili dalla riva.

Lungo il sentiero della riserva naturale si incontrano boschi palustri, canneti e la diffusissima ninfea bianca o gialla che circonda tutto il perimetro dei laghi. La fauna è ricca e tipica delle zone umide. Le acque del lago ospitano prevalentemente la scardola, la carpa, il luccio e l'anguilla nonché anfibi come il tritone crestato e il rarissimo tritone punteggiato.

Lungo le sponde dei due laghi sono visibili specie stanziali e specie di passaggio che si soffermano soprattutto nel periodo invernale. La folaga, lo svasso maggiore, la gallinella d'acqua, il tuffetto, la garzetta, la sgarza ciuffetto, il tarabusino, l'airone cenerino e occasionalmente l'airone rosso. Sono presenti inoltre l'alzavola, il germano reale, la moretta e la marzaiola, il piro piro, il beccaccino, la pettegola, oltre alla pavoncella, ai corrieri e a rallidi come il voltolino e il porciglione. In alcune annate si è avuta anche la presenza eccezionale di piccoli stormi di fenicotteri. La vegetazione lungo le rive dei laghi premette di osservare l'usignolo di fiume, il pendolino, con i suoi caratteristici nidi sui salici, il cannereccione, il forapaglie e la cannaiola. Sono presenti anche numerosi rapaci predatori quali il falco di palude, il falco cuculo, il raro falco pescatore e l'albanella minore.

Storia

L'abitato del nucleo storico di Cantalice sembra essere sorto intorno al XII secolo dalla fusione del Castello di Rocca di Sopra, della piccola Rocca della Valle e della Rocca di Sotto, elementi urbanistici disposti, come bene esprimono i nomi, lungo il declivio collinare che scende fino alle propaggini della Piana Reatina.

Nel 774 con l'estensione dell'autorità di Carlo Magno sull'Italia, la Sabina rappresentò una frontiera lineare "Terminatio Confinorum" tra il Ducato Longobardo ed il nascente Stato Pontificio. Questa separazione perdurò tra il IX ed il XII secolo dividendo la Sabina in due componenti, "romana" e "reatina".

Nel 1200, dopo l'annessione della Diocesi di Rieti allo Stato Pontificio, la Sabina tornò ad unificarsi lasciando però alcuni territori nord orientali al regno normanno-svevo e poi a quello Angioino. Nel 1216 il confine cambiò nuovamente attraversando il gruppo di monti reatini tra Leonessa e Cantalice, che furono assegnate al Regno Angioino.

In virtù di questo nuovo confine, Re Carlo II di Napoli, preoccupato per la vulnerabilità di questo confine ordinò nel 1302 la fondazione di Cittaducale visti anche i problemi già in essere tra Cantalice e Rieti. I conflitti di Cantalice con Rieti continuarono per secoli toccando l'apice nel 1577, quando i reatini assaltarono violentemente il paese che resistette e ricacciò i nemici. All'inizio del Cinquecento Cantalice usufruì anche dell'aiuto di eserciti inviati dal vicerè Alvarez di Toledo allora duca d'Alba che contribuirono a sconfiggere i Reatini.

Toponimo

Fu in occasione di tali battaglie che venne istituito il motto “ Fortis Cantalicia Fides” che è riportato tuttora nello stemma di Cantalice composto da un'aquila ad ali aperte su una torre fiancheggiata da un leone ed un leccio. Proprio dal Leccio Cantalice prende il nome.

Infatti Cantalice potrebbe derivare dall'evoluzione di catà ed ilex (presso il leccio), in relazione al fatto allora accaduto e ritenuto miracoloso che un piccolo leccio nacque improvvisamente dalle fessure di una roccia proprio dietro la sacrestia all'interno della chiesa di Santa Maria delle Grazie in Cantalice.

Da alcune ricerche storiche molto frammentate, sembrerebbe che tale roccia ritenuta miracolosa per propiziare la fecondità, fu rimossa dalla sua originale posizione intorno al 1200 per ordine di Papa Innocenzo III, preoccupato dalla devozione definita "troppo pagana" verso questa pietra. Segretamente custodita per alcuni secoli, alcune fonti indicano che riapparve improvvisamente intorno al 1610 dove si trova tutt'oggi sul lato destro della fontana "Scentella" (visibile lungo la strada tra Cantalice inferiore e Cantalice superiore).

Qui è rimasta per ben 4 secoli dimenticata dalla tradizione popolare riuscendo a superare anche i restauri che nel 1952 trasformarono questa rudimentale fonte in fontana ampliandola anche con la costruzione di una vasca rettangolare laterale utilizzata come lavatoio dalle genti del paese. In quel restauro la pietra venne asportata dal muro a secco di pietre che circondava la sorgente e reincastonata nuovamente vicino alla fontana, dove è tuttora visibile sul lato destro.

 

 

Frazioni

Rocca di Corno, Rocca di Fondi,

Monumenti e luoghi d'interesse

Il borgo medievale arroccato su una collina, si divide in due parti:

  • Cantalice Superiore, comprendente il centro storico
  • Cantalice Inferiore, costituita dalla parte nuova del paese

Architetture religiose

Chiesa di San Felice da Cantalice: L'antico paese medievale è sovrastato dalla Chiesa di San Felice da Cantalice realizzata direttamente sull'area dove sorgeva l'antica casa del santo. Di stile barocco, mostra una pianta a croce latina con raffigurazioni dei miracoli attribuiti al Santo nella sua cupola. Un organo a canne del '700 è visibile all'interno.
Chiesa di Santa Maria:Circa a metà del percorso la scalinata che attraversa il paese si apre su una piccola piazza nei pressi della chiesa di Santa Maria costruita per sancire l'unione delle antiche rocche che costituirono il Castello di Cantalice. Caratteristico il suo antico portale datato del 1548. Sulla sinistra della chiesa si può ammirare un antico portico.

Architetture civili

Borgo medievale:L'antico borgo medievale è tagliato da una caratteristica scalinata che lo percorre tutto. Al di sopra domina la cima del Terminillo. Il borgo culmina nella torre difensiva e nell'imponente chiesa di San Felice.
 
La scalinata di Cantalice dalla cima sino alla piazza di Cantalice inferiore è fatta di case in pietra, scale, fontane e piccole chiesette o icone di culto. Lo spazio ristretto dei vicoli è in netto contrasto con gli improvvisi spazi aperti che si possono godere affacciandosi da un muro o da una delle antiche porte di accesso del paese.
Palazzo Ramacogi:Antico palazzo, sopra al portone d'ingresso è possibile notare lo stemma della Famiglia Ramacogi, raffigurante una sorta di scudo con una rosa nella sua sommità. Nella facciata esterna del Palazzo, è presente una loggia cinquecentesca a cinque arcate.

Aree naturali

  • Da Cantalice partono molti percorsi naturalistici che inerpicandosi lungo sentieri o sterrate abbracciano tutta la catena di montagne circostanti il Terminillo sino ad arrivare a Leonessa. Terreno ideale per gli amanti della mountain bike, permette di effettuare un percorso di 47 km su un dislivello di oltre 1600 metri attraverso il passo del Lupo tra boschi e panorami notevoli.
  • Il paese è inserito anche all'interno dell'itinerario noto come Cammino di Francesco che ripercorre lungo i suoi 80 km i luoghi più suggestivi della valle reatina attraversando il paese.

Tradizioni, feste e folclore

  • Il 18 maggio ricorre la festa di San Felice e la statua del santo, vestito con l'abito tipico dei Cappuccini, viene portata in processione dai confratelli della confraternita lungo le scale dell'antico paese.

Persone legate ad Cantalice

  • Giovanni Battista Valentini (detto il Cantalicio), vescovo della chiesa Cattolica e letterato, nato a Cantalice nel 1450 circa;
  • San Felice da Cantalice, santo e frate dell'ordine dei Cappuccini, nato a Cantalice nel 1515;

 

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Informazioni generali

Cantalice
Monteflavio – Stemma
Amministrazione
Sindaco
Silvia Boccini 05/2014
Territorio
Coordinate
42°28'N 12°54'E
Altitudine
660 m s.l.m.
Superficie
37,62 km²
Abitanti
2726
Densità
72,46 ab./km²

Comuni confinanti

Altre Informazioni
Cod. postale
02014
Prefisso
0746
Nome abitanti
Cantaliciani
Patrono
San Felice da Cantalice
Giorno festivo
18 Maggio
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